Voci categorizzate come ‘mobilità’



Nelle trasferte di lavoro di almeno 24 ore è decisamente indispensabile portare una o più camicie di ricambio. Al vostro arrivo, probabilmente la vostra camicia sarà un pò rovinata. Questo mi è capitato anche con il trolley (viaggi di almeno due giorni) e anche con lo zaino (viaggi che prevedono solo una notte fuori casa).
Ho risolto il problema acquistando il folder della Eagle Creek. Si tratta di una specie di grande busta da lettere dove si possono riporre camicie e magliette. Chiudendo la parte superiore si ottiene un pacchetto sottile e compatto che potrà essere messo anche in uno zaino (lo stesso dove magari tenete il vostro PC).
La Eagle Creek è poco nota in Italia (meglio dire sconosciuta) ma ha una grande reputazione nell’ambito dei prodotti e accessori da viaggio.
Esistono vari formati, io ho optato per il “20″ (confezione verde come da foto). ll folder contiene:
- busta superleggera e resistente all’acqua
- foglio di plastica che ha una doppia funzione: quella di fare da “guida” mentre si piega la camicia per farle occupare esattamente lo spazio disponibile (base e altezza) e quella di essere riposta sopra tutti i capi piegati per comprimerli e non rovinare i colletti.
Non mi sembra che l’articolo sia disponibile in Italia. Si può però acquistare on line oppure come ho fatto io durante un viaggio all’estero, a Toronto, all’interno di un immenso centro commerciale chiamato Eaton Centre.
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Messo il tag: bagaglio, come portare, compatto, Eagle Creek, how to, trolley, viaggio
5 Settembre , 2008 · 3 Commenti
Da lunedi scorso ho cambiato lavoro. Dopo 4 anni e mezzo di permanenza in una multinazionale italiana con forte specializzazione nel mondo della telefonia mobile, ho accettato la proposta di una importante software house italiana indipendente.
Per questa azienda mi occuperò dello sviluppo del business dove il mio compito principale sarà, ovviamente, vendere ma anche far conoscere uno dei servizi di punta dell’azienda: i widget (detti anche gadget).
Cosa sono? Semplificando il discorso al massimo si tratta di scorciatoie per accedere e ricevere le informazioni dal Web senza dover digitare l’indirizzo (www…) e non hanno quel carattere “aggressivo” che certe volte può avere una e-mail o un sms, specialmente quando non è percepito come richiesto dall’utente. Queste scorciatoie sono disponibili per la sidebar di Windows Vista e Google, per iGoogle, per MySpace, Live.com, Facebook, ma anche per la IPTV e per il telefonino (es. Iphone) e permettono di accedere a pagine dedicate (chiamate flyout) dove poter leggere subito i contenuti.
Le informazioni possono essere a loro volta a carattere informativo o pubblicitario e permettono quindi di ricevere in tempo reale (basta avere una connessione attiva) aggiornamenti di notizie, indicazioni sulla viabilità, trasmissioni radio, presentazioni di album di fotografie in linea, calcolatrici, giochi, Sticky Notes, podcast e molto altro ancora. Il tutto ovviamente multilingua!
Insomma è uno strumento di nuova generazione perchè è smart, la sua produzione richiede poco tempo (e conseguentemente pochi Euro) ed è crossmediale.
Proprio il genere di cose che mi piacciono di più!
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Messo il tag: apple, gadget, google, igoogle, Iphone, lavoro, vista, widget, www

Telefonini, lettori mp3, computer, macchina fotografica, hard disk, navigatore, auricolare bluetooth…quante cose capita di portare in giro anche per brevi trasferte sia di lavoro che di piacere!
Per evitare di finire letteralmente aggrovigliati ecco qualche suggerimento:
1) semplificatevi la vita: mettete tutto in un unico contenitore per carità!
2) Privilegiate un contenitore morbido: pesa di meno ed è più flessibile;
3) piuttosto che portare un cavo per ogni “giocattolo” cercate di usare cavi multifunzione;
4) nei vostri acquisti cercate di privilegiare oggetti con caratteristiche comuni come ad esempio l’alimentazione via usb o l’uso di Memory Card dello stesso tipo (Memory Stick, SD, etc…);
5) se prevedete di usare l’auto, prendete in considerazione l’acquisto di un caricatore da auto multifunzione.
Ecco, ad esempio, il mio kit (assolutamente migliorabile, anzi suggerimenti e consigli sono ben accetti!):
1) Cavo ipod (quello bianco “di serie”)
2) Alimentatore e accumulatore Philips: grazie agli adattatori ci carico i telefonini (anche quello di mia moglie) e il mio GPS (Tom Tom One)
3) Caricabatterie USB per pile AA e AAA della Energizer
4) Avvolgicavo della Kensington con porta ethernet e porta USB (sia standard che mini)
5) Cavo per auto con presa usb, 5v e miniusb della Celly per poter caricare più periferiche anche in auto.
Per poter connettere la fotocamera (Canon) devo per forza utilizzare il suo cavo specifico. Si potrebbe usare un lettore di card SD. Io ne possiedo uno della Targus ma chissà perchè non funziona più
Discorso a parte meritano gli hard disk: porto spesso con me un hard disk della Lacie. Suggerisco questo modello perchè la maggior parte degli hard disk USB in commercio funzionano con 2 alimentatori usb contemporaneamente. Questo non mi piace perchè, in quanto ad essere utente Mac:
- sono sempre a corto di prese usb
- l’hard disk del laptop non è proprio generoso
Di conseguenza, spesso faccio dei micro back up sull’ hard disk portatile per poi trasferire il tutto su un hard disk molto più capiente. Ma se non ho prese USB libere come faccio? A questo aggiungiamo che i comuni replicatori di porte USB non riescono ad erogare abbastanza potenza per gli hard disk (se non con alimentazione elettrica) ed è presto detto perchè uso solo i LaCie!
Infine:
volendo si può portare anche un Access point portatile per creare collegamento Wi fi dove non disponibile. Io utilizzo AirPort Extreme
Gli hard disk non sono strettamente necessari. Ne porto uno con me perchè il mio MacBook ha un disco rigido poco capiente e quando siamo in viaggio facciamo veramente un gran numero di di riprese e foto. Per me si è trattato di una scelta obbligata per evitare di spendere centinaia di Euro in Memory Card!
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Messo il tag: alimentatore, macchina fotografica, packing, portatile, praticità, risparmio spazio
Visto che il post precedente era abbastanza lungo, in questo approfondirò alcuni temi e risponderò a qualche domanda.
Ciao Topazio! Bel nome, mi ricordi qualcuno
E grazie per i complimenti. Ti rispondo per punti:
- quantità della biancheria intima: 4 paia di slip (prese da Decathlon, sono in poliestere e poliammide). Per “Runner”: per biancheria intima intendo dire solo gli slip. Riuscivo a lavarli ogni sera e il mattino dopo erano già asciutti. Bella la tua idea di girarli, per quanto mi riguarda dubito che mia moglie me lo avrebbe permesso 
- tipologia di ciabatte (infradito o a fascia? e la marca?). Infradito della Billabong: sono un souvenir del viaggio fatto in Australia. Non sono leggerissime e non le trovo molto comode ma prendono poco spazio nel bagaglio.
- il gilet aveva la cerniera o era chiuso? E’ quello in foto (marrone): aperto, impermeabile e con le tasche. Io lo uso quando vado al lavoro indossandolo sopra la giacca. In viaggio però si è dimostrato poco versatile.
- hai scritto “carica batterie”. ma per il cellulare o per il portatile? o addirittura per le batterie ricaricabili della macchina fotografica? Il caricabatterie è per la macchina fotografica. Ho anche portato un caricabatterie universale + accumulatore della Philips per ricaricare i telefonini e l’ipod. Per il Mac, era necessario il suo alimentatore. Sul “kit di ricarica” farò un post a brevissimo.
Kunf fu Randa (???), si sono esattamente quelle! Se ti presenti con quelle e vai da Ciro o’ pizzettaro ti fa lo sconto. Se poi fai 1000 palleggi con un bicchiere di vetro magari non ti fa pagare la birra!
Ecco marca e modello delle cose che ho portato
Cosa ho portato
2 camicie (blu e marrone) della Columbia
3 magliette (2 della Nike serie Dry Fit e 1 della Reebok)
1 pantalone corto Nike All Conditions Gear. E’ un pantalone di circa 8 anni fa, ormai fuori produzione
2 pantaloni lunghi: uno da escursione della Quechua e un paio, molto italiani, della Napapijri (link preso da Ebay - ringrazio l’inserzionista)
biancheria intima: kalenji SL 300 (sembra il nome di una macchina e non di un paio di mutande 
1 borsa porta computer (tipo messenger) della Geonaute (marca della Decathlon)
1 zaino di emergenza (di quelli che stanno in una busta e si aprono): The North Face (vd mio post)
1 giaccone: The North Face
1 gilet (Tucano Urbano)
1 poncho antipioggia della Decathlon (Quechua)
1 paio di scarpe: le famose Nike Air Vomero che sostituirò con quelle della Salomon
1 paio di ciabatte (Billabong)
1 spazzolino (quello da viaggio della Gum)
1 paio di occhiali da sole: avevo portato con me degli occhiali della Nike, si sono rotti sul posto e li ho sostituiti con un paio della Oakley
1 computer portatile: Macbook
1 caricabatterie: Varta ultra fast charger: fantastico ma pesa un accidente! Dalla prossima volta porto quello della Energizer
1 macchina fotografica: Canon A710
1 visualizzatore foto + hard disk (Epson)
1 telefono cellulare: Nokia N95
ipod (Touch)
orologio (Decathlon)
borsone blu (Napapjiri)
money belt per tenere i passaporti
Il bagaglio pesava complessivamente 12kg. Di questi: 7kg in “tecnologia”. Il resto in vestiti, scarpe e borsone.
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Messo il tag: canada, consigli, lightweight, viaggio
1 Settembre , 2008 · 4 Commenti
Ho cominciato a scrivere questo post in aeroporto a Toronto al termine di tre settimane di vacanze in Canada. Volevo fare l’esperienza di avere un solo bagaglio a mano da portare sempre con me anche perchè, lo ammetto, ho l’ansia di perdere qualcosa durante il viaggio (a partire dal bagaglio, cosa non molto rara di questi tempi).
Con un po’ di organizzazione e con i capi giusti ci sono riuscito. Vedremo nelle prossime righe cosa ho portato, come mi sono organizzato e quali errori ho commesso.
Cosa ho portato
2 camicie
3 magliette
1 pantalone corto
2 pantaloni lunghi
biancheria intima
1 borsa porta computer (tipo messenger)
1 zaino di emergenza (di quelli che stanno in una busta e si aprono)
1 giaccone
1 gilet
1 poncho antipioggia
1 paio di scarpe
1 paio di ciabatte
1 spazzolino
1 paio di occhiali da sole
1 computer portatile
1 caricabatterie
1 macchina fotografica
1 visualizzatore foto + hard disk
1 telefono cellulare
ipod
orologio
borsone blu (Napapjiri)
Nota: avevo previsto di acquistare sul posto degli indumenti aggiuntivi. Ovviamente è finita che ho comprato qualcosa in più di quanto pianificato!
Cosa ho previsto di comprare:
1 maglione/pile leggero
1 pantalone
Qualche nota sugli indumenti
Considerato che la vacanza è durata 3 settimane ho portato poca roba ma… non così poca!
Certo è che se i pantaloni fossero stati di jeans, il giaccone in piuma d’oca anzichè in pile leggero, etc… non mi sarebbe bastato un trolley gigante. Ho invece optato per capi “tecnici” cioè molto leggeri, lavabili e con un ottima capacità di asciugatura. Ho anche portato con me dei sacchetti che mi hanno permesso di comprimere il più possibile lo spazio. Ho optato per un borsone rigorosamente senza ruote per non aumentare il peso e per guadagnare spazio.
Abbiamo cambiato hotel quasi ogni sera ma non sempre. Quelle volte che siamo rimasti in hotel per due notti ne ho approfittato per lavare i capi. Il mattino dopo erano già asciutti!
Non ho portato con me profumi, bagnoschiuma e rasoi. Li ho comprati sul posto visto che il Canada non manca certamente di supermarket!
Non ho portato con me il phon perchè con mia moglie abbiamo sempre prenotato hotel economici ma con almeno due stelle e mezzo: questo alla luce del fatto che volevamo anche la connessione ad Internet.
Cosa ha funzionato
L’idea di portare il computer si è rivelata vincente. Avevo prenotato il volo di a/r, l’albergo a Toronto (prima tappa del nostro viaggio) e l’auto da noleggiare.
Il resto delle prenotazioni (non solo degli hotel ma anche delle escursioni) è stato fatto attraverso Internet cercando le tariffe migliori e ricercando informazioni sui posti più caratteristici dove mangiare, i supermercati aperti, etc…Il wi-fi free negli hotel canadesi è una realtà. Ovunque.
Gli indumenti “tecnici” hanno funzionato a meraviglia. Avendo ridotto la gamma di colori a due: marrone e blu (con le relative sfumature) ho avuto modo di ampliare le combinazioni possibili.
Cosa non ha funzionato
Il gilet, un modello della Tucano Urbano non è servito a nulla. L’avevo portato “per sicurezza”. Ho imparato che ogni cosa che si porta deve essere indispensabile (e non si devono portare cose “per sicurezza”.
Il messenger è molto comodo ma solo se è leggero. Io lo utilizzavo al posto dello zaino e me ne sono pentito amaramente. Nelle escursioni ma anche in città si è dimostrato tremendamente scomodo e mi ha fatto rimpiangere gli zaini con gli spallacci robusti.
Stesso discorso per lo zaino di emergenza. Perfetto quello della North Face ma adatto per una sola persona e per portare pesi voluminosi e leggeri. Io lo utilizzavo per portare anche la roba di mia moglie e l’acqua con grande “disapprovazione delle mia schiena e delle mie spalle”. Ho capito che a prossima volta porterò solo uno zaino “serio”. Quello di emergenza è utile per pesi aggiuntivi alla fine del viaggio o per brevi escursioni.
Scarpe: ho portato le Nike Air Vomero. Sono scarpe da running. Questo perchè pensavo di andare a correre (!) e pensavo fossero adatte alle lunghe camminate.
Sbagliato! Non ho avuto il tempo di correre e le scarpe da running, ottime in città, si sono dimostrate inadeguate sui terreni sconnessi. Mi sono pentito di non aver portato delle scarpe da trekking leggere!
In conclusione: se potete, mettetevi alla prova facendo un viaggio lungo (almeno due settimane) con un solo bagaglio a mano: viaggerete a cuor leggero, sarete molto più liberi di muovervi e non ve ne pentirete!
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Messo il tag: canada, consigli, lightweight, viaggio
Ecco la mia “top 5″ di cose da fare quando si è in Canada. Da questa lista sono esclusi i parchi, le città, i musei e le “classiche” attrazioni turistiche. Per quello esistono guide di tutto rispetto!
1) provare almeno un prodotto della maple delights:
2) provare le gomme excel
3) visitare il negozio Canadian Tire
4) fa acquisti da IGA
5) entrare da sports experts
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Messo il tag: canada, cosa fare a, lista, top
Si tratta di un prodotto molto interessante visto che è semplicemente un caricabatterie tipo AAA o AA via USB e ha dimensioni molto contenute.
Il caricabatterie si può usare in due modi: attraverso la presa USB del proprio PC/MAC oppure utilizzando l’alimentatore con ingresso USB.
L’ho comprato in un negozio che fa parte di una catena molto famosa in Canada: Source. Il kit prevede l’alimentatore di tipo americano. Poco male visto che ho già due alimentatori USB con voltaggio “europeo” e che conto di tornare ancora negli USA e Canada!
Credo molto nello sviluppo dell’USB non solo come sistema di connessione ma anche di alimentazione visto che permette una certa interscambiabilità fra accessori quindi meno sbattimento, più spazio nella valigia/zaino e meno peso da portare.
Senza dubbio il prossimo viaggio vedrà la sostituzione del mio ingombrante (ma molto efficiente) caricabatterie Varta per questo della Energizer
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Visitando una libreria a Toronto ho visto centinaia di libri che parlano di minipensionamenti e di stile di vita a basso impatto di stress.
In sostanza ci sono pubblicazioni che ti suggeriscono come creare un microbusiness su e-bay per poter avere una rendita aggiuntiva con poco sforzo, come diventare un trader di professione ma anche come diventare più efficienti, come risparmiare tempo, come semplificarsi la vita etc…
Il concetto di miniretirement è soprattutto americano che si basa su questi pilastri: basta al lavoro convenzionale 9 - 18 e agli straordinari (dovuti più che altro alle distrazioni inevitabili che ci sono in ufficio (navigare su internet per motivi personali, chiaccherare con il collega, etc..), non più schiavi del pc o del blackberry (o meglio del loro uso improprio); via libera alla microimpresa e all’ozio “creativo”.
Il miniretirement è soprattutto uno stile di vita che prevede più tempo possibile per se stessi grazie all’automazione delle attività lavorative di routine (risponditori automatici di e-mail, voicemail, trasferimenti di chiamata) e dell’outsourcing. Sarebbe quindi sbagliato vedere questo nuovo movimento come antitecnologico.
E’ anzi esattamente il contrario.
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Approfittando dei saldi, ho acquistato due camicie in materiale tecnico della Columbia. La camicia fa parte della serie Titanium. Questa linea prevede l’impiego di materiali molto leggeri, in grado di asciugarsi rapidamente e di offrire una protezione dai raggi U.V.A. Non ho ancora avuto modo di provarle ma la prima impressione è ottima: pesano pochissimo, si possono stropicciare e impacchettare per ridurre al minimo il loro ingombro.
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I lettori più fedeli forse ricorderanno un mio post recente in cui comunicavo la fine della mia collezione di zaini e borsoni.
Mentivo…
Cercavo infatti uno zaino molto leggero da poter “zippare” dentro una busta ma che al tempo stesso fosse resistente, in grado di sopportare pesi “significativi” senza segarmi le spalle. La maggior parte degli zainetti di questo tipo hanno un sola tasca e gli spallacci sono praticamente due cordini. Lo zaino in questione, invece, viene prima di tutto prodotto dalla mitica The North Face, a mio parere una delle migliori marche di abbigliamento e accessori tecnici, in secondo luogo l’ho già utilizzato per un week end fuori casa mettendo dentro un paio di pantaloni lunghi, una maglietta, l’intimo, due paia di occhiali, un libro, l’Ipod e delle ciabatte e ha superato bene il test: gli spallacci hanno scaricato benissimo il peso, la tasca esterna aperta è molto capiente e la tasca con zip verticale è molto utile per tenere chiavi e monete.
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